Versanti: di vini e Parole episodio 3 – Rilievi

Dopo aver esplorato i territori dell’aria con l’episodio zero (Ossigeno), la potenza primordiale della terra con l’episodio uno (Vulcani) e in attesa di ripercorrere l’episodio due (su cui torneremo presto con un articolo dedicato), Versanti – la rivista indipendente che unisce “vini da leggere e parole da bere” – torna tra i nostri calici con un nuovo, affascinante capitolo: “Versanti n. 3 – Rilievi”.

Un ricordo sentito

L’apertura di questo numero è affidata a un editoriale del direttore Nicola Carlevaris che tocca corde profonde, dedicato a Giampaolo Gravina, scomparso lo scorso febbraio. Gravina avrebbe dovuto curare sei pagine di questo volume, che la redazione ha scelto di lasciare a lui intitolate, a testimonianza del vuoto incolmabile lasciato da una delle voci più colte e libere del giornalismo enologico italiano, pagine in cui amici di vita e di vino parlano a cuor aperto di ciò che lui è stato per loro e con loro.

Mamoiada: il Cannonau di montagna e i suoli granitici

Bello leggere di questa terra, qualche anno fa a Mamoiada mi son preso una sbronza epica dal signor Canneddu!

Il cuore di questo episodio si immerge nelle profondità e nelle altitudini dei territori del vino, e tra questi spicca un’analisi dettagliata e affascinante su Mamoiada, nel cuore della Barbagia.

In un territorio circondato da boschi e pascoli, sorge uno dei parchi vitati a corpo unico più estesi d’Europa. La particolarità di Mamoiada è la sua altitudine: le vigne si arrampicano tra i 650 e i 900 metri sul livello del mare, su suoli di granito disgregato e sabbia granitica. Questo crea una condizione pedoclimatica estrema, caratterizzata da forti escursioni termiche, bassa piovosità ed elevata insolazione.

Il reportage di Versanti scompone il territorio in sei macro-zone (“ghirade”), ciascuna con la propria identità e le proprie sfumature di suolo, esposizione e altitudine. È un viaggio alla scoperta di un Cannonau che si spoglia delle vesti calde e pesanti per indossare quelle di un vino di montagna: vibrante, nervoso, con profumi di erbe officinali, agrume scuro e macchia mediterranea. Un’agricoltura spesso eroica, fatta di alberelli storici e di pendenze importanti, che ci ricorda come il “rilievo” non sia solo altitudine, ma anche e soprattutto geologia e fatica umana.

La metafora della vite e i viaggi oltreoceano

Il concetto di “rilievo” in questo volume non si ferma alla sola conformazione geografica, ma diventa lente d’ingrandimento per esplorare significati più ampi e poetici. Ne è un esempio l’articolo di Jacopo Manni, “La bellezza dell’imperfezione: il rilievo come metafora della vite”, impreziosito dalle bellissime illustrazioni di Andrea De Luca. Un pezzo che ci invita a riflettere su come le asperità e le deviazioni non siano difetti, ma i tratti distintivi che donano carattere alla pianta e, di riflesso, al vino nel calice.

Ma Versanti ci porta anche in viaggio lontano dai confini nazionali. Tra le pagine di questo numero troviamo infatti una suggestiva intervista a Gabriele Graia su Bodega Chacra, cantina fondata da Piero Incisa della Rocchetta situata nella valle del Rio Negro, in Patagonia. Qui, le illustrazioni oniriche di Simone Roveda accompagnano il racconto di un terroir estremo, dove il rilievo non è solo altitudine andina, ma è la sfida continua contro una natura arida e ventosa, mitigata dall’ingegno umano.

Versanti Tips: i consigli degli autori

Non poteva mancare la consueta rubrica Versanti Tips, che in questo numero vede protagonisti Jacopo Manni, Paolo De Cristofaro, Matteo Gallello, Giorgio Fogliani, Elena Straccamore, Francesca Ciancio e Fabio Mazza. Ciascuno di loro suggerisce una bottiglia speciale, interpretando a proprio modo la logica del rilievo. Niente spoiler sui titoli e i produttori scelti: per scoprire i loro preziosi suggerimenti e lasciarvi ispirare per i prossimi assaggi, non vi resta che acquistare la vostra copia del magazine!

Uno sguardo multidisciplinare

Come da tradizione, il racconto si allarga ben oltre il mondo enoico. Tra le 112 pagine e i 19 articoli che compongono questo volume, troviamo incursioni nella ristorazione, nella liquoristica (con un focus sulle Chartreuse), nella ricerca di materie prime e nelle storie di alpinisti alle prese con rilievi inesplorati. Un viaggio visivo e testuale che si conferma curatissimo in ogni dettaglio editoriale e grafico (ma questo se ormai avete letto quattro episodi lo darete per scontato).

VERSANTI gli autori di questo episodio

C’è un dettaglio in chiusura di volume che merita una riflessione a parte e che dimostra tutta la nobiltà di questo progetto: una piccola e curatissima sezione finale interamente dedicata ai ringraziamenti per tutti gli autori e i collaboratori. È un passaggio splendido, perché rivela come il respiro dell’opera (e di chi la guida) sia ben lontano da qualsiasi forma di autocelebrazione. È un lavoro totalmente dedito al collettivo. Il vino torna a mostrare la sua natura più autentica: non un fine, ma un mezzo eccezionale per unire persone e popoli. Un punto d’incontro tra individui che magari nella vita di tutti i giorni fanno cose completamente diverse, ma che si ritrovano qui, uniti dal desiderio di mettersi in gioco, di condividere la propria visione e di remare tutti appassionatamente dalla stessa parte.

Conclusione

Versanti n. 3 conferma la bontà di un progetto editoriale che rifiuta le logiche dei punteggi e delle classifiche in favore di una narrazione culturale, intima e profondamente libera. È un invito a guardare al vino con occhi nuovi, cercando quella “terza dimensione” che vive dentro ogni bottiglia. Tridimensionalità nelle cose come opposto di facciata, meno naso e più ciccia sia nel vino sia nella vita.

Un numero da leggere lentamente, preferibilmente con un calice che sappia raccontare una storia di terra e di altitudine. Prendersi del tempo sia nel bere che nel leggere sia nel guardare le illustrazioni sia sul riflettere su quello appena fatto, sembrerebbero banalità ma ripensandoci siamo sempre ossessionati da quell’attrezzo luminoso che ci ruba la vita.

Dove trovarlo?

Come sempre, potete trovare il nuovo numero di Versanti sul sito ufficiale della rivista, su Frab’s Magazine, Possibilia Editore, Edicola 518 e nelle migliori librerie indipendenti.


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