Seb Balaj è una piccola cantina artigianale di vino naturale sulle colline di Valona, in Albania — uno dei pochissimi produttori di vino naturale del paese. Sito ufficiale ↗ · Associato a VinNatur.
La Storia: scoperti grazie a un articolo del Gambero Rosso
Abbiamo conosciuto Seb Balaj grazie a un articolo — “Il primo vino naturale in Albania? Lo producono due sommelier italiani e un vigneron di Valona” — pubblicato dal Gambero Rosso. Da lì siamo riusciti ad assaggiare i loro due orange wine. Ed è stato amore a prima vista.
Il progetto SEB nasce nel 2018 dal sogno condiviso di tre persone molto diverse tra loro: Artan Balaj, nato e cresciuto a Valona, che dopo una decennale esperienza nelle cantine del Friuli Venezia Giulia è tornato in Albania a produrre barbatelle e gestire vigneti; Vincenzo Vitale, siciliano, la cui passione per il vino nasce da bambino osservando le produzioni casalinghe di famiglia, diventato poi sommelier; e Daniela Fabrizi, anche lei sommelier, che dopo anni in una multinazionale ha scelto di mettersi in gioco in un progetto tutto suo — cercando di rispettare il più possibile il mondo in cui vivono le sue figlie.
Filosofia in Vigna e Cantina: una galleria degli anni ’20
Le vigne si trovano sulle colline di Valona, tra 80 e 250 metri sul livello del mare, a 1-4,5 km dal mare. La produzione si svolge all’interno di una galleria sotterranea costruita negli anni ’20. Nessuna irrigazione di soccorso, pochissimi trattamenti in vigna (1-2 l’anno, non preventivi). Seb Balaj è associato a VinNatur.
I Vini di Seb Balaj: Lagune e Orange
Il Lagune nasce da uve vicine alla Laguna di Narta e alle saline di Valona: un blend di tre vitigni autoctoni albanesi, Shesh i bardhe (50%), Pules (35%) e Debine i bardhe (15%). Fermentazione naturale, circa 20 giorni di macerazione in acciaio, poi 6 mesi di maturazione in cemento, senza filtri.
L’Orange prende il nome dalla sua tipologia: Shesh i bardhe in purezza, macerato sulle bucce per circa 35 giorni in acciaio con lieviti indigeni. Dopo la fermentazione matura per 16 mesi in un’anfora di cocciopesto italiana, poi altri 6 mesi in bottiglia a temperatura costante di 12°C.
