Gravner è l’azienda agricola di Josko Gravner a Oslavia, nel cuore del Collio goriziano, al confine con la Slovenia. Fondata nel 1901, è oggi uno dei nomi più influenti e citati nella storia recente del vino naturale, punto di riferimento assoluto per chiunque si avvicini agli orange wine. Sito ufficiale ↗ · Associato a Raisin.
La Storia: la crisi del 1987 e il viaggio in California
La storia di Josko Gravner inizia negli anni Novanta, ma la svolta arriva prima. Fino agli anni ’80 faceva vini di successo, in linea con lo spirito del tempo: largo uso di vitigni internazionali come chardonnay e sauvignon, fermentazioni a temperatura controllata, affinamento in barrique, chiarifiche, filtrazioni. A un certo punto si rende conto che sono vini che rispondono ai parametri del mercato, ma non rappresentano più lui, né l’identità della sua terra.
A segnare definitivamente la sua crisi è un viaggio nell’87 in California, dove passa in rassegna tutta l’avanguardia tecnologica messa al servizio dell’enologia. Torna a Oslavia irrequieto, e quando assaggia un sauvignon friulano che ha lo stesso aroma di un vino californiano decide che è troppo: è il momento di ripensare il vino da capo.
Quando siamo andati a trovarli, non ci hanno fatto visitare l’azienda: a Gravner bisogna prenotare la visita con moltissimo anticipo, anche mesi prima. Ed è anche giusto così — è uno dei nomi più richiesti al mondo dell’orange wine, e ogni visita è un privilegio da meritarsi con pazienza, non qualcosa di scontato.
Filosofia in Vigna e Cantina: dalla macerazione all’anfora Qvevri
Già dal ’94 Josko sperimenta la macerazione sulle bucce anche per i vini bianchi — la tecnica di vinificazione tradizionale, cancellata da appena trent’anni di euforia per la viticoltura industriale. Nel ’97 un amico gli porta un’anfora Qvevri, tipica anfora georgiana, e Gravner si innamora della fermentazione in anfora: più stabile, dice, e la terracotta è il materiale con cui nel Caucaso si fa il vino da che il vino è stato inventato.
Nel 2000 fa il primo viaggio in Georgia alla ricerca di produttori di anfore, e passeranno altri anni prima di riuscire a farsele spedire — ricevute quasi tutte rotte, tra insistenze e ostacoli. Dal 2006 tutti i vini di Gravner, bianchi e rossi, fermentano in anfora.
Il Vino di Gravner: la Ribolla Gialla
La Ribolla Gialla di Gravner è ritenuta all’unisono una delle migliori versioni del vitigno in circolazione. La fermentazione avviene con lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. Dopo la svinatura e la torchiatura, il vino ritorna in anfora per almeno altri 5 mesi prima di iniziare l’affinamento in grandi botti di rovere, dove resta per 6 anni.
Da noi trovate diverse annate di questa etichetta storica: 2014, 2015 e 2016 — un’occasione rara per confrontare come lo stesso vino evolve annata dopo annata.
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140,00 €Ribolla Gialla – Gravner
Annata: 2015
Uve: Ribolla Gialla
Macerazione: in anfora per almeno 6 mesi
Affinamento: in grandi botti di rovere dove rimane per 6 anni. Imbottigliato senza chiarifiche né filtrazioni.
Regione: Oslavia, Friuli Venezia-Giulia
Note di degustazione: nel calice si presenta con un bellissimo colore arancione con riflessi ambrati. Al naso è un tripudio di profumi. Mandorla tostata, albicocche secche, miele di castagno, fichi secchi, solvente, erbe aromatiche come salvia e nepitella. E al palato è incredibile la beva che riesce ad avere, con acidità e tannini notevoli. Il migliore in assoluto!
Prezzo: 120 €


