Orange wine fuori dall’Italia: dalla Georgia alla Francia, i macerati che vale la pena conoscere

Quando si parla di orange wine, il pensiero va quasi automaticamente al Friuli o alla Toscana. Giusto: l’Italia è oggi uno dei paesi dove questo modo di fare vino è più vivo. Ma le bucce a contatto con il mosto non le abbiamo inventate noi — e in giro per l’Europa (e non solo) ci sono cantine che i macerati li fanno da sempre, o li stanno reinterpretando a modo loro.

Ho selezionato i vini che teniamo in assortimento oggi, divisi per area geografica. Non è una guida enciclopedica: è la selezione che potete davvero comprare, con la mia idea di cosa aspettarvi da ciascuno.

Georgia

Georgia, dove tutto è cominciato

Prima di ogni moda, prima del termine “orange wine” coniato in Inghilterra negli anni 2000, in Georgia le uve bianche macerate sulle bucce dentro anfore di terracotta interrate — i qvevri — si facevano già ottomila anni fa. È un metodo tramandato in famiglia più che teorizzato in cantina, e i vini che ne escono hanno un carattere che definire “tannico” è riduttivo: sono vini che vanno masticati.

Mtsvane Kakhuri – Martvilis Marani

Mtsvane Kakhuri – Martvilis Marani (2022) — Mtsvane Kakhuri, uva autoctona della regione di Kakheti, la culla del vino georgiano. Macerazione lunga, colore ambrato deciso.

Goruli Mtsvane – Samtavisi Marani

Goruli Mtsvane – Samtavisi Marani (2022) — variante della stessa famiglia di uve, da un’altra zona della Georgia. Utile per assaggiare come lo stesso vitigno cambi personalità a seconda del terroir.

Mtsvane Amber – Do Re Mi

Mtsvane Amber – Do Re Mi (2021) — un’altra interpretazione ancora, utile a costruire un piccolo assaggio comparativo tra produttori diversi sulla stessa uva.

Slovenia

Slovenia, la porta accanto al Collio

Basta attraversare il confine dal Collio friulano e si è già in Brda, la regione slovena che con l’Italia condivide più cose di quanto il confine lasci intuire: stessi vitigni, stesse colline, stessa scuola di macerazione lunga che ha reso famosi nomi come Radikon o Gravner dall’altra parte del confine.

Re Jantar – Nando

Re Jantar – Nando (2018) — Ribolla Gialla macerata, un’annata già con qualche anno sulle spalle che permette di vedere come questi vini evolvono in bottiglia.

Borac – Vina Rojac

Borac – Vina Rojac (2020) — Malvasia Istriana, note balsamiche e di buccia di agrumi. Un orange dal carattere accessibile, buon punto di ingresso per chi si avvicina per la prima volta a questi vini.

Francia

Francia, cinque regioni diverse per cinque idee diverse di macerato

La Francia è la sorpresa del catalogo: non un’unica scuola, ma cinque regioni che al macerato arrivano da strade completamente diverse.

Pinot Gris Macération – Domaine Julien Meyer

Pinot Gris Macération – Domaine Julien Meyer (2023, Alsazia) — il Pinot Grigio in Alsazia si chiama Pinot Gris ed è naturalmente più strutturato di quello che conosciamo in Italia: macerato, diventa un vino speziato e minerale.

Bourgogne Pinot Gris – Château de Béru

Bourgogne Pinot Gris – Château de Béru (2020, Borgogna) — una delle zone meno associate all’orange wine, il che rende questa bottiglia particolarmente interessante da raccontare.

Grand Gris – Oiseau P'tit Rebelle

Grand Gris – Oiseau P’tit Rebelle (Linguadoca) — Grenache Gris e Vermentino, un blend mediterraneo che porta il macerato verso un registro più caldo e fruttato.

Auksinis Macération – Sébastien Riffault

Auksinis Macération – Sébastien Riffault (2019, Loira) — Riffault è un nome di riferimento per i vini naturali della Loira; qui lavora il Sauvignon Blanc, uva che raramente si vede macerata, con risultati sorprendenti.

I Vicini Moscato – Jean-Yves Péron

I Vicini Moscato – Jean-Yves Péron (2022, Savoia) — Moscato di Alessandria macerato, da una delle zone vinicole meno conosciute di Francia. Un vino che profuma quanto racconta.

Albania

Albania, la scoperta meno raccontata

Con l’Albania mi è rimasto impresso un episodio preciso: un giorno il produttore si è presentato in magazzino con in mano una delle sue bottiglie e ci ha detto “questo è il mio vino!”. Noi lo avevamo preso tramite un distributore e fino a quel momento non lo conoscevamo di persona — scoprire che la persona che avevamo davanti era proprio lui è stato uno di quei momenti che ti fanno amare questo lavoro.

Orange – Seb Balaj

Orange – Seb Balaj (2021) — Shesh i Bardhë, vitigno autoctono albanese che quasi nessuno fuori dal paese conosce.

Lagune – Seb Balaj

Lagune – Seb Balaj (2023) — blend di tre uve autoctone (Debinë e Bardhë, Pulës, Shesh i Bardhë), un vino che è di fatto un piccolo censimento della biodiversità viticola albanese in un bicchiere.


Dodici vini, sei paesi, un filo conduttore: la macerazione sulle bucce non è un’invenzione né una moda passeggera, è un metodo antico che ogni cultura del vino ha reinterpretato a modo suo. Il resto della serie, dedicato a Toscana ed Emilia, arriva nelle prossime settimane.

Alessandro Rosi

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